A gubbio un agriturismo pieno di schnauzer
Vivo nei dintorni di Gubbio in un agriturismo pieno di schnauzer!!!!!
Il mio rapporto con gli schnauzer è cominciato tanto tempo fa’ all’indomani della sparizione del nostro cagnone bianco, un bel pastore maremmano che avevamo trovato abbandonato nei pressi della nostra casa.
Dopo averlo cercato ovunque ci siamo rassegnati e con grande tristezza, ma con tanta voglia di aiutare un altro cane senza padrone abbiamo cercato sugli annunci e ne abbiamo individuati tre. Tre cani adulti giovani: un pastore tedesco, un pastore maremmano ed uno schnauzer. Come si fa a scegliere se salvare l’uno o l’altro! Abbiamo tirato a sorte ed è uscito lo schnauzer. Non immaginavamo di certo che questa scelta ci avrebbe condizionato per il resto della nostra vita..
E’arrivato una fredda mattina di novembre, stava nevicando, portato dal suo proprietario che lo aveva relegato in un canile a pagamento , perché non poteva occuparsene più. Il cane aveva 7 anni!!! Non si abbandona mai un cane ma soprattutto non si abbandona dopo 7 anni che vive con te.
Tralascio il racconto su questo essere immondo a due zampe e passo a descrivere il cagnone.
Sceso dalla macchina ha fatto pochi passi nella neve e poi si è avvicinato a mia moglie Cristina e le ha appoggiato il testone sulla gamba. Quello è stato il segnale. Da quel momento in poi lui ci ha eletto a suoi dei, a suoi genitori, a sua proprietà.

E’ così iniziato un rapporto intenso e difficilissimo anche perché Parsifal, così l’avevamo chiamato, aveva un pessimo rapporto con l’essere umano e con i suoi simili.
E’ stato solo con tanto amore e pazienza che questo grosso cagnone è riuscito ad integrarsi con la nostra vita ed il nostro lavoro.
Nel nostro agriturismo ci sono sempre stati dei cani ma Parsifal era un'altra cosa. Accucciato in fondo alla veranda guardava passare gli ospiti e bastava solo un'esitazione o un attimo di tentennamento nel passare che lui partiva abbaiando e ringhiando tipo terminator..... abbiamo avuto qualche problemino ma col passare del tempo abbiamo imparato a gestirlo.
E' stato con noi solo 4 anni ma sono stati intensi di amore reciproco e... rispetto. Si', Parsifal era un cane che meritava rispetto e da noi, dopo una vita di 7 anni passati nella solitudine e nell'oblio, lo aveva trovato.
L'arrivo di un cucciolo in casa è sempre un avvenimento
E' così che è nata la passione per questa razza, potente, volitiva, intelligentissima, dolcissima e giocherellona ( Parsifal non giocava, non ci riusciva).
E dato che quando se ne andò in cielo nel paradiso dei cagnoni, ci lasciò un vuoto immenso, abbiamo pensato di prendere un cucciolo.
L'allevamento del Gervasio era a pochi kilometri da Gubbio e una mattina di novembre abbiamo lasciato Le Cinciallegre alla volta di Monterado dove ci aspettava il proprietario, allevatore e addestratore da tanti anni di Schnauzer giganti Carlo Bartolini.
Ci mostro' due cucciolate una di 90 giorni l'altra di 60. Ci siamo lasciati circondare da questa marea di codine festose, alcune lunghe altre già mozzate, idem per le orecchie, e poi all’improvviso, uno di loro più coraggioso degli altri si è imposto e ci ha conquistato: era lui il prescelto. Avevamo già pensato come chiamarlo, con il nome di un vento e quando Bartolini ci ha detto che il suo nome convenzionale era X “Maestrale “ del Gervasio abbiamo capito che la nostra scelta era stata giusta.
Chi non ha mai avuto un cucciolo difficilmente potrà capire cosa significa tenerlo in braccio e farsi conquistare attimo dopo attimo da tanta dolcezza e furberia allo stesso tempo. Quel cucciolino si stava facendo strada nel nostro cuore e nella nostra famiglia e stava per diventare il terzo componente delle Cinciallegre.
Infatti col passare degli anni la sua presenza è diventata l’emblema della nostra attività: vai all’agriturismo Le Cinciallegre dove c’è quel cagnone nero che ti abbaia finchè sei fuori dalla recinzione ma vedrai che quando sarai entrato dal cancello e ti avrà messo le zampe sulle spalle e spiaccicato contro il muro sarai diventato suo amico…… in effetti la dominanza di questa razza è proverbiale e anche con Maestrale ( Mistral per tutti noi), abbiamo avuto i nostri problemini a fargli accettare il viavai dei nostri ospiti.

Con il passare del tempo la relazione con Mistral è diventata sempre più stretta. In effetti avere uno schnauzer è un’esperienza unica. Il rapporto intenso che si stabilisce con lui è quasi patologico. Dove vai tu va lui. Se cerchi un po’ di privacy è meglio che cambi razza perché ti seguirà ovunque e sarà tristissimo se non ti occupi di lui. L’atteggiameno di dominanza degli schnauzer è proverbiale ma la grande sicurezza che hanno in sé stessi fa sì che non siano agressivi a vuoto. E’ sicuramente meglio avere un grande spazio a disposizione se si posseggono animali grandi ma per Mistral detto anche “ francobollo”, ciò non aveva importanza: pur vivendo in un agriturismo con tanto terreno a disposizione, avrebbe potuto benissimo stare in un miniappartamento, tanto ciò che gli interessava eravamo noi, anzi soprattutto mia moglie Cristina che aveva eletto a suo capobranco da salvaguardare e proteggere. Infatti loro comunque scelgono un rappresentante degli umani e non due anche se l’altro membro della famiglia è amato e rispettato altrettanto, ma uno solo è il riferimento.
Avere un cane è una cosa bellissima ma averne due.........
Quando Mistral aveva circa 6 anni un giorno siamo andati per farlo tolettare nell’allevamento dove lo avevamo preso e così abbiamo saputo che Carlo Bartolini aveva ceduto la sua attività ad un altro allevatore che aveva rilevato tutto:
- Abitazione
- Locali per l’allevamento
- Spazi per l’addestramento
- Fattrici
- Maschi riproduttori
- Affisso dell’allevamento del Gervasio.
- Cuccioli
- Attrezzatura per toelettatura
insomma proprio tutto e aveva dato un ‘altra impronta all’allevamento che si chiamava “del Nuovo Gervasio”.
Paolo Iuretigh, il nuovo proprietario, è un omone grande, barbuto, socievole e molto innamorato nel suo lavoro. I suoi cani sono differenti da quelli di Bartolini anche se logicamente tanti riproduttori sono ancora gli stessi. Ma ciò che è diverso è sicuramente l’atteggiamento di Paolo verso i suoi cagnoni. Andare nel suo allevamento adesso è po’ come andare in una grande casa popolata dai cani:come una grande famiglia. In questo è validamente aiutato da Annalisa, sua moglie e pilastro portante dell’allevamento.
Quel giorno, mentre Paolo tolettava Mistral, abbiamo conosciuto Yasmine. Uno splendido esemplare di 6 anni che Paolo non utilizzava più per la riproduzione. Ce ne siamo innamorati e la abbiamo riportata con noi alle Cinciallegre.


Avere uno scnauzer è bello ma averne due è tutta un’altra cosa. Fanno gruppo, si sostengono l’un l’altro e ti sembra di avere un esercito! Yasmine aveva trovato in Mistral il suo Dio. Vicino a lui tutte le paure dovute ai suoi trascorsi di sofferenza, sembravano sparire.
E’ cominciata un’ epoca in cui la differenza tra l’essere cane e l’essere umano aveva poca differenza. La vita in simbiosi con questi due meravigliosi animali ci ha riempito di gioia e ci ha fatto sentire profondamente bene. Certo le difficoltà di muoversi ed andare in giro con due anziché uno si fa sentire soprattutto quando si viaggia ma il far parte di un “ gruppo” in cui il maschio alfa sei tu è molto gratificante anche perché loro Mistral e Yasmine ti ripagano in continuazione della tua dedizione.
Questo periodo purtroppo è durato poco. Mistral ci ha lasciato presto, troppo presto, aveva solo 7 anni ed era bellissimo. Un brutto tumore ce lo ha portato via. Yasmine è piombata nello sconforto più totale ed abbiamo avuto le nostre gatte da pelare per consolarla della sparizione del suo compagno. Ma devo dire che è stato proprio grazie a lei, alla sua presenza che siamo riusciti a superare la terribile tristezza per aver perso il nostro grande amico: Maestrale del Gervasio.
Yasmine ci ha messo svariati mesi a tirarsi fuori dalla solitudine in cui era piombata dopo la scomparsa di Mistral. Dopo una vacanza sulla neve in alta Valle Maira nel gennaio del 2007, la nostra cagnona è riuscita a ritrovare un po’ di gioia di vivere.
Ma è stato l’arrivo di Gastone a cambiare radicalmente le cose.
Era la mattina del 19 gennaio 2008 ed era anche il nostro anniversario di matrimonio, quando abbiamo diretto i nostri passi ancora una volta verso Monterado all’Allevamento del Nuovo Gervasio.
PaoIo Iuretigh, il nuovo proprietario dell’Allevamento, ci aspettava con due opzioni:
un cucciolo maschio figlio di Cid, il campione del Nuovo Gervasio, ed un altro cucciolo maschio figlio di Bristol e di Xonda
Entrambi erano bellissimi e dolcissimi ma il secondo aveva qualcosa in più e poi si chiamava Gastone! ( gli amanti della famiglia dei paperi di Disney sanno perfettamente chi è Gastone Fortunato Paperone, il papero più fortunato che ci sia!!!!) e quindi abbiamo preso questo nome come un segno del destino che benedicesse la vita futura del cucciolo e lo abbiamo scelto.
Il viaggio di ritorno in auto non è stato dei migliori in quanto Gastone soffriva la macchina e vomitava. Questo problema si è risolto diversi mesi dopo, in seguito a tanti viaggetti corti fatti appositamente per abituarlo a prendere lo spostamento non come una punizione( l’allontanamento dall’allevamento e dalle sue certezze) ma come un fatto piacevole.
Da quel giorno è cominciata una nuova vita all'agriturismo. Il cucciolo cresceva giorno dopo giorno ed era un piacere vederlo giocare con "mamma" Yasmine. Non venitemi però a parlare di crocchette! Non gli piacevano proprio e per mesi, il povero Gastone, se le è dovute far piacere. Conseguenza? un arresto di crescita! fino a quando stufa di questo accanimento pro mangime secco, Cristina ha iniziato a dargli tacchino e riso. Allora sì che l'abbiamo visto mangiare! altro che crocchette insulse e insapori e soprattutto strozzacristiani. Il nostro cucciolotto prendeva kili su kili e si avviava a diventare un boss.
In poco tempo è cresciuto di 4 kili e a 8 mesi già pesava 22 kili. E' fondamentale trovare la dieta giusta per il tuo cucciolo, e bisogna anche capire quali sono le sue preferenze senza intestardirsi sul voler usare un tipo di mangime se lui non lo appetisce. I risultati in questo caso possono essere veramente spiacevoli ed arrestare la sua crescita.
Il cucciolo diventa piano piano un cucciolone e alla soglia degli otto mesi assomiglia molto a quei bambini( soprattutto maschi) che non stanno mai fermi e che corrono solo per il fatto che hanno le zampe, ops...! le gambe. Più tardi verso i 18 mesi sono proprio come un adolescente che non ha ancora la voce da uomo e ha pochi peli sul mento. In realtà molti penseranno che a un anno e mezzo il cane è adulto....ma non è così, o almeno non lo è per gli schnauzer: dal punto di vista della
crescita questi cagnoni, procedono nell'allargamento del torace e nella definizione della muscolatura anche oltre i tre anni a volte, per non parlare della loro indole gioviale e giocherellona che si portano avanti ben oltre.
Comunque, come dicevo, Yasmine e Gastone sono diventati inseparabili e non voglio pensare al giorno in cui Gastone resterà da solo perché sarà un vero trauma per lui ( e per tutti noi...).
Ma l'esperienza più bella che abbiamo fatto con i nostri pelosoni è senza dubbio stata quella di comprare un Camper. Perchè, vedete, è pur vero che loro dormono in camera nostra, ciascuno sul suo materassino, che mangiano in cucina, dove mangiamo anche noi, ma... vogliamo mettere cosa vuol dire entrare tutti e quattro in uno spazio di pochi metri quadrati, che per giunta si muove, e che immediatamente diventa per loro una “ megacuccia”? E' presto fatto, individuati gli spazi essenziali, se ne appropriano in men che non si dica e, fermo restando le differenze gerarchiche, ( Gastone è e sarà sempre sottomesso da Yasmine) ognuno sa dove deve stare durante la navigazione ovvero quando siamo agli ormeggi in qualche porto. Uso la terminologia marinara perchè si ha proprio l'impressione di stare su una nave con l'equipaggio ai propri posti.
E così abbiamo fatto il primo viaggio in Grecia. E' incredibile come questi animali sappiano adattarsi alle più strane situazioni e riescano a interagire a seconda delle circostanze.
Il ….Camper. E cioè l’idea di muoversi tutti insieme per fare dei viaggi e dei viaggi anche lunghi portandoci appresso i cagnoni. E’ stato magico! Vedere come si sono appropriati in un batter d’occhio del mezzo. Quasi avessero capito che attraverso l’utilizzo del camper non sarebbero mai stati lasciati soli( non sarebbe comunque mai accaduto anche senza), è diventato la loro casa, grande cuccia, amore smisurato da difendere con le unghie e con i denti, luogo sicuro dove ricoverarsi al rientro dalle passeggiate e dalle escursioni, simbolo di libertà, di appagamento giratorio, vetta da cui guardare dall’alto in basso gli umani ed i loro simili, castello inespugnabile e sicuro. Abbiamo iniziato con tragitti brevi, all’inizio solo di una giornata, e poi abbiamo provato a dormirci tutti insieme, dapprima per una notte e poi facendo un viaggetto di un paio di giorni. Dopo tre o quattro viaggi l’equipaggio è collaudato. Non è facile andare in giro con due cani così ingombranti già di per sé, ma nel camper potrebbe sembrare una difficoltà insormontabile ed invece quasi per incanto trovano la loro collocazione chi sul sedile della dinette in posizione da passeggero, la testa un po’ reclinata di lato e lo sguardo perso verso i campi di grano che fuggono a lato del camper, chi infilato in mezzo ai sedili anteriori che segue attentamente lo svolgersi del viaggio partecipando con guaiti, ringhi od abbai secondo le circostanze….
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Così l'anno seguente abbiamo messo la prua verso nord e ci siamo lanciati verso la Germania per raggiungere la Danimarca, su su nello Jutland fino all'incontro dei due mari, il Baltico e il mare del Nord. L'esperienza terrestre in paesi “civilizzati” come appunto la Germania e la Danimarca, ci hanno fatto scoprire degli altri lati caratteriali dei nostri due cagnoni. Le soste sempre per quanto possibili libere e non nelle aree di sosta anche a ridosso delle cittadine, ci imponevano delle passeggiate mattutine quando c'è ancora poca gente in giro ( non penserete mica che in camper con due cosi del genere riusciate a dormire oltre le 6, 6,30, spero?). E durante queste passeggiatine che si sono forgiate le sicurezze di Jasmine che dapprincipio timorosa nello scoprire posti e luoghi nuovi e dai mille odori, senza guinzaglio seguiva con costanza le tracce del suo branco che la precedeva di pochi passi. Giorno dopo giorno, con il ripetersi dei percorsi, a volte dentro qualche parco cittadino avvolto nella bruma mattutina, oppure lungo le rive di un fiume che si snodava nel centro della città, oppure ancora lungo la spiaggia vicino a qualche porticciolo, Jasmine acquistava sicurezza e modificava il suo carattere diventando sempre più sicura di se.
Gastone, sempre in avanscoperta, mi precedeva di una dozzina di metri, continuando a girarsi ogni poco per controllare la nostra posizione. In luoghi ampi, campi, boschi, parchi dove ci sono degli ostacoli ( alberi o altro) che impediscono il contatto visivo continuo, Gas adottava la metodologia della molla immaginaria e cioè quando la tensione dovuta all'allontanamento diventava per lui insostenibile, quasi in automatico riappariva e passandomi accanto non trascurava di strusciare il suo tartufo sulla mia manica, a dire: guarda che io ci sono!! La cadenza dei passaggi raramente superava i tre minuti. Voglio a questo punto spiegare quanto sia importante nel rapporto con lo schnauzer ( ma anche con qualsiasi altro cane) l'atteggiamento di velato “disinteresse” che si deve assumere quando si passeggia con il cane sciolto. Lui deve sapere che tu esisti ma che non lo aspetti; è lui che ti deve cercare e non il contrario: una volta capito questo piccolo trucco, non sentirete più parlare di cani che si perdono e non passerete il vostro tempo a chiamarlo inutilmente.
Il Nord Europa è sicuramente un posto dove esistono regole ferree di comportamento umano e canino però è anche un luogo dove i nostri beniamini sono adeguatamente serviti e riveriti: basta osservare le regole:
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Se avevamo qualche dubbio sulle capacità acquatiche degli schnauzer, dopo il primo viaggio in Grecia ed il successivo in Danimarca, tutti i nostri dubbi sono stati fugati.
Esiste un binomio inscindibile: acqua- schnauzer e poco importa se si tratta di mare, fiume, lago, pozzanghera più o meno fangosa, canale di scolo etc, l'importante è che sia un liquido e che possibilmente sia anche un po' fresca.....
infatti qui stiamo parlando di Skagen, e cioè il punto più a nord della penisola dello Jutland dove i due mari si incontrano, temperature da cani......
E poi i boschi, quelli veri, dove il sole a stento filtra tra le foglie, dove gli alberi sono minimo alti 30 metri e il terreno è coperto da muschi e licheni ed è soffice e profumato e con la coda dell'occhio potresti giurare di aver visto un folleto o uno gnomo far capolino da dietro il tronco di un tronco gigante secolare e dove all'improvviso puoi fare incontri colorati di funghi strani e forse pericolosi.....
lì la frenesia dei nostri riesen era magica: un odore di un capriolo, di un cervo, di una volpe e vai a correre ventre e tartufo a terra per kilometri e kilometri per poi rientrare nella megacuccia camperistica affamatissimi! Eh si, questa è vita sembra dirmi Gastone quando con un'ennesimo passaggio rasente la mia manica mi da' anche un lecchino alla mano....







